Anjela e Max: un duo musicale italo-russo

INIZIATIVE MUSICALI

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Come vi siete conosciuti? Come è nata l’idea del duo?

Anjela: E’ stato un caso, ma forse era quella coincidenza che doveva accadere prima o poi (sorridono). Ci siamo conosciuti sulla bacheca virtuale del movimento RIM. Massimo doveva esibirsi con alcune canzoni in una serata di amicizia italo-russa organizzata dal movimento ed io l’ho contattato subito per fare qualche brano insieme. Per me è stata una bella scoperta venire a sapere che un musicista italiano canta la musica russa.

Max: Si, Anjela mi ha proposto dei brani che mi sono piaciuti molto, il fatto che non ci conoscevamo di persona non contava. Abbiamo concordato subito una prova e poi abbiamo partecipato con i brani scelti in quella serata. Quindi il nostro duo è nato da subito, in modo spontaneo. Non ci siamo nemmeno posto le domande, era naturale proseguire il lavoro iniziato. Così, dopo la serata abbiamo continuato a scegliere altri brani e fare le prove insieme.

Quali genere vi piacciono? Quali canzoni russe avete provato a cantare insieme e perché?

Anjela: Mi risulta difficile rispondere a questa domanda. C’è così tanta bella musica! Tuttavia, il mio criterio di scelta è se un brano trasmette l’anima russa. Mi toccano molto le canzoni che hanno la melodia che parte dal cuore, le cui parole trasmettono un sentimento profondo. Perciò, i brani che proponiamo sono diversi, dalle classiche romanze russe alle canzone patriottiche scritti nel periodo della seconda guerra mondiale, dalla musica popolare alle canzoni moderne.

Max: La musica russa mi colpisce da sempre e non so spiegare bene perché. La ascolto e suono da tanti anni. E quando mi è capitato di cantare questa musica ad un pubblico italiano il risultato è stato sempre di meraviglia e stupore. Qui in Italia questa repertorio purtroppo è misconosciuto, ed è un peccato. I brani che sento ‘miei’ sono del genere ‘chanson’ ma anche la musica patriottica, che oltre ai grandi contenuti morali ha delle melodie stupende.

 

Dove vorreste esibirvi?

Max: Il pubblico naturale del nostro programma è un pubblico di russi e russofoni. Il testo della canzone è un elemento importante quindi, in un brano come Temnaya Noch o Podmoskovnye Vechera resta agevolato che comprende le poesie e il contesto, ma nonostante ciò non lo vedo come elemento discriminante, chissà… magari sarà anche uno stimolo per studiare la lingua russa come l’ho fatto io, no? Come dicevo prima, sono convinto che anche il pubblico italiano sarà in grado di apprezzare la bellezza del repertorio russo.

Anjela: io invece sono convinta che proprio gli italiani sarebbero molto interessati e curiosi a conoscere di più la nostra musica. Vorrei proiettare le traduzioni delle poesie nelle nostre serate. Così il problema linguistico si risolve facilmente, mentre la musica è un linguaggio universale quindi arriva direttamente. L’altra motivazione è quella di alleviare la nostalgia per la patria portando un piccolo pezzo di casa ai miei connazionali. Credo che le serate organizzate dalle diverse associazioni di amicizia italo-russa o i centri di cultura russa potrebbero essere il contesto ideale per entrambe le cose.

 

Cosa crediate che il movimento RIM debba fare per stimolare i talenti italo-russi?

Max: Il movimento RIM è già un grande polo di aggregazione. La crescita dei talenti nelle varie arti è anche il frutto delle opportunità che il movimento offre. In questo senso il suo ruolo è importantissimo. Secondo me creare più opportunità di incontri, di spazi per esibirsi potrebbe essere un’occasione e un stimolo per chi si dedica alla musica come noi e all’arte in genere.

Anjela: Infatti, noi ci siamo conosciuto grazie ad un evento RIM e quando abbiamo proposto il nostro duo ci siamo sentiti molto accolti e incoraggiati. Direi che proprio questo spirito di apertura e di sensibilità ai talenti che contraddistingue il movimento aiuta molto.

 

Nota biografica:

Massimo «Max» Di Stefano è attivo sulla scena musicale rock dagli anni ’80’. Ha inciso due album di cui il secondo con la Warner Bros collaborando con musicisti conosciuti al livello europeo come Antonello Salis e Massimo Urbani. E’ chitarrista e vocalist della “Ma Steven Band” con la quale pubblicherà a breve il terzo album.Massimo
Anjela Al Raies ha conseguito il diploma in pianoforte e canto al conservatorio di Damasco e successivamente si è perfezionata in Italia, conseguendo il titolo di diploma al conservatorio di Lecce. Ha partecipato in diversi concorsi internazionali di pianoforte posizionandosi tra i primi posti.  Si è esibita in numerosi concerti di musica classica con programmi solistici, in formazioni da camera e anche da solista con l’orchestra da camera di Recanati.

Анжела

 

 

 

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